giovedì 31 dicembre 2009

ATTRAZIONE IN BIANCO E NERO


Attrazione in bianco e nero
olio su tela 60x40
2007


Il quadro più concettuale, macchie di olio in rilievo disposte una dopo l'altra, le due file accostate, le nere vanno verso l'alto, le bianche verso il basso, il bianco è il tutto (pesante), il nero l'assenza (leggero), pochi gesti a scandire le dimensioni della tela sezionandola in due parti.



(vista a 45° circa)

mercoledì 30 dicembre 2009

IN MARE

Imbarcazione
olio su tela 60x50
2009


Situazione sospesa a metà tra una foto scattata dall'imbarcadero di Burano guardando verso Torcello, di ritorno verso Venezia dopo aver mangiato in maniera eccellente alla vicina sagra di Mazzorbo, e alcune tavole confezionate da Gipi direi nel migliore dei suoi albi S, tipo questa che non è di S e che è diversa, si legga S. L'imbarcazione viene da e va verso luoghi non definiti in un'ora del giorno non precisata. 

martedì 29 dicembre 2009

DON CHISCIOTTE


Don Chisciotte e Sancio
olio su cartone telato 50x30
2007


In questi giorni ho visto in DVD il film perduto, e parzialmente recuperato, di Orson Welles Don Chisciotte. Non poteva esserci occasione migliore per presentarvi questo quadro realizzato nel 2007 mentre leggevo il tomo uno dell'edizione Einaudi del Don Chisciotte di Cervantes. I due protagonisti vagano in cerca di avventure, Don Chisciotte per la brama di avventura, Sancio per le concessioni promesse dal suo nuovo padrone. Sancio l'ignorante a volte sembra essere l'intelligente, il razionale, ma poi si abbandona a seguire il suo fantasioso e imbevuto di libri padrone. Il romanzo eccezionale per l'epoca scherzava con tutta la lettura precedente, nel quadro anche io ho scherzato con i due personaggi inserendoli, in un paesaggio da film western, l'ambiente delle saghe che ci hanno appassionato fino a poco tempo fa, nei film e nei fumetti. I due personaggi ritratti nella famosa battaglia con i mulini a vento, sono piccoli piccoli, la loro ricerca di entrare nella grande storia dei miti, in realtà li confina ai margini di una realtà ben più complessa rendendoli piccoli e ridicoli di fronte al mondo intero.

lunedì 28 dicembre 2009

GENESI e NASCITA DELLE CITTA'


Città
biro su carta 28.5x20
2000


Pur non avendo avuto un immediato seguito, ci sono voluti quattro anni perchè mi rimettessi di impegno a produrre qualcosa, questa la considero la mia prima opera in assoluto, quella che poi ha fatto scaturire uno dei miei filoni più interessanti e profondi. In quest'opera c'è di fatto tutto, la coscienza di vivere una quotidianità pop, il cercare di districarsi da essa, la volontà di navigare e spaziare verso lidi sconosciuti e nascosti e infine il difetto principale, quello di voler rappresentare le cose nella loro essenza interna estraendone gli schemi soggiacenti. Quest'opera fu anche lo spunto per un gioco e per un romanzo a scatole cinesi ambientanto nella città del quale il professor Mora avrebbe dovuto fare la parte del regista. Questa città, come tutte quelle che ho disegnato in seguito, è sul mare, ogni edificio o abitato è rappresentato da un segno che accostato agli altri va a formare un labirinto, tranne che per gli "edifici importanti" che sono delineati in maniera più articolata. Le strade, delimitate dallo spazio bianco tra due tratti di sfociano tutte nel mare bianco lasciando di fatto l'ambiguità che siano canali o strade. Vi invito a farci un giro e magari a scegliere il posto dove abitarci.

giovedì 24 dicembre 2009

Sto cercando invano un quadro natalizio, non ce l'ho proprio, mi sa che il prossimo post sarà il 26 o il 27. A presto.

POST-DATATO


Sogno di una notte di metà dicembre
china su carta 29.7x21
2004


Postdatato perchè è del 2004, postdatato perchè è una notte di metà dicembre invece ormai siamo già alla fine, un bozzetto, uno schizzo di poca importanza fatto con china nera e a colori davanti al mio fido mappamondo di prima della caduta del muro di berlino, finto anticato. Un mappamondo che fa viaggiare e sognare di qui e di là, quella sera in una calda notte caraibica, contornata da strani esseri da ogni dove. Buon Natale.

sabato 12 dicembre 2009

NATURE SILENTI



Natura silente (entrambi)
olio su cartone telato 30x24
2009


Una natura silenziosa, mistica, ma allo stesso tempo poderosa e infinita. Una luna tonda enorme e sfavillante come un disco d'argento in cielo. Un cielo nero, che viene stagliato dai fasci di bagliore luminoso provenienti dalla luna, la quale è sempre accompagnata da una minuscola stella. Nel primo un mare poderoso, l'onda come soggetto principale del quadro, nel secondo una valle desertica sterminata. Questi quadri sono successivi alla prima natura silente che ho presentato il 30 ottobre _vedi_, ma ottenuti con una distribuzione del colore, data anche dal diverso supporto, molto più secca e rarefatta.

domenica 29 novembre 2009

COME DISPORRE I PROPRI LIBRI

Volevo parlare di alcune cose trovate su un libro che riguardano il tempo, la vita, l'informazione, attraverso la metafora del viaggio, però volevo anche dire che tuttavia questo libro per adesso non lo inserirei nel mio scaffale dei libri preferiti. Poi mi è venuta l'idea di parlare di librerie, poi ho visto la puntata di Passepartout sulle biblioteche e allora ho deciso di parlare di libri, ma in particolare di come disporli. Ricordatemi, che di quelle cose contenute in La saggezza del Mare di Bjorn Larsson, ne parlerò in un altro post, più avanti, quando magari avrò finito il libro, e ne avrò un giudizio più completo.
Veniamo al punto. Come ordinate i vosti libri? C'è un modo migliore e uno peggiore? C'è un modo più "comodo"? C'è un modo più efficiente? Una cosa che ho notato è che i miei libri comunque non li perdo, e anche se sono disordinati li trovo ugualmente, ad esempio per adesso penso che osservandoli nella loro disposizione non si possa stabilirne una logica. Per un periodo ho preferito dividere i libri in tre categorie: Libri, Libri d'Arte, Libri di Studio o Lavoro, Enciclopedie-Dizionari-Atlanti. La prima categoria era suddivisa poi in tre sottocategorie e i libri potevano muoversi da una all'altra nel tempo. Queste tre categorie sono quella dei libri preferiti, quelli cardine tra tutte le letture, quelli belli ma non fondamentali e quelli di consumo. Ovviamente il giudizio su un libro poteva cambiare nel tempo portando a spostamenti degli stessi. Per riassumere possiamo dire che le categorie sono sette e di conseguenza anche sette gli spazi fisici dove questi libri vengono raccolti. Non so se questo sia un buon o un cattivo modo di conservare i propri libri, tuttavia mi sembra ancora adesso abbastanza corretto, è un modo per entrare in un rapporto più intimo con i propri libri. Altri modi possibili per ordinare i libri sono ovviamente quelli più tradizionali, ovvero per dimensione, per autore, per titolo, per genere ecc.. ecc.. (dimenticavo, all'interno delle sette categorie poi i libri non erano ordinati secondo nessuna delle categoria appena riportate). Mi piacerebbe avere qualche feedback in merito al tema, per confrontare le vostre strategie di archiviazione. Saluti, buona domenica.

sabato 28 novembre 2009

IN PANNE

Ho il computer in panne, cercherò di postare qualcosa di nuovo comunque. Credo che per il mio fido compagno non ci sia più niente da fare.

COMUNICAZIONE FUTURA, GIUDIZI DA ASIATICI

Asiatici
pastello a cera e acquerello su carta 8x10
2006

Due strani personaggi subrussi, caucasici, con lunghi teli avvolti dietro al collo e adagiati sugli avambracci si incrociano, chini sui loro pensieri, e forse nemmeno si sono guardati. Che stiano subendo qualche influenza? Non posso fare a meno che pensare a un Gurdjieff, saggio, scrittore, viaggiatore, mistico vissuto a cavallo del novecento. All'inizio del suo libro Incontri con uomini straordinari viene riportato un discorso molto interessante sul mestiere di giornalista e "comunicatore" nella società moderna, una critica alla notizia mordi e fuggi e al modo scriteriato di fare  cultura. Penso sia di aiuto, più che mai in questo momento a tutti quelli che lavorano nel settore dell'informazione e comunicazione. Buonanotte.
Per comodità non sto a riportare tutto il testo che è piuttosto lungo, avete comunque i link sopra e quello in seguito per poterlo leggere comodamente. Link.

domenica 22 novembre 2009

Quello che ci vorrebbe oggi


Zarautzeko Olatuak
olio su tela 60x40
2007

Proprio quello che ci vorrebbe oggi, e che desidero da un po', la tavola scalpita nella sua custodia. Un omaggio ai Paesi Baschi, alle loro onde e alla loro lingua. AGUR!

sabato 21 novembre 2009

MARE


Mare
olio su tela 35x50
2008

Un tramonto al mare tratto da una foto scattata in un posto che certamente non amo ma che in un tardo pomeriggio autunnale faceva un effetto diverso dal solito.

IERI, anzi L'ALTRO IERI HO RICOMINCIATO A DIPINGERE

Giovedì sera ho ricominciato a dipingere, era una cosa che dovevo fare, un dovere quasi morale, la mano e la mente me lo chiedevano da un po'. In quest'ultimo periodo mi sono dedicato maggiomente alla lettura, di fumetti in prevalenza, e all'ascolto di musica classica e jazz, per ritrovare un punto, nuove idee, nuove ispirazioni. Ho così rinunciato a una cena con concerto e mi sono messo col pennello in mano e tavolozza, era credo da un mese o forse qualcosa di più. In questo momento stò lavorando a un progetto che mi porterà alla realizzazione di dieci/undici quadri che hanno come oggetto un testo esposto alla Milanesiana 2009 dallo scrittore cinese Gao Xingjian, del quale, premetto, non ho letto nulla a parte quel brano che durante la sua esposizione, creò istantaneamente nella mia mente  una serie di sequenze da riportare su tela. Come dicevo, quindi, ho continuato questo primo quadro della serie che era parzialmente già abbozzato e poi ho iniziato a preparare lo sfondo per un nuovo quadro blu. Non vi ho ancora mostrato un quadro blu sul blog, presto lo farò. Saluti

sabato 14 novembre 2009

PASSANO I TEMPI E LE MODE, PASSAN..


Donde estan mis enemigos?
olio su tela 60x40
2006

Al solo leggere queste notizie (1,2,3,4), sulla possibile, quasi certa, chiusura definitiva dei festejos taurinos a Barcellona, per inciso dico da subito che non voglio disputare sul merito delle ragioni che vanno dall'animalismo-veganismo all'indipendentismo, mi è sorto spontaneo rendere omaggio a questa bellissima plaza de toros e allo spettacolo taurino del quale ho usufruito due volte nell'estate del 2006. A oggi 14 novembre sembra che l'Ayuntamiento non si sia ancora pronunciato, o almeno non ho trovato niente a tale riguardo su internet. Fatto stà che l'esibizione nella sua crudeltà, trasmette sensazioni che vanno oltre il puro divertimento per la tortura ma richiamano qualcosa di più profondo, cosa che è sottilineata durante lo "spettacolo" dal pubblico specializzato, il quale non applaude il torero per l'avere ucciso ma per il modo in cui ha "officiato il rito", si legga lo splendido saggio di Ernest Hemingway, Morte nel Pomeriggio. Per rendere omaggio alla plaza oggi presento quello che è il mio quadro migliore, e che non posseggo più, tratto da una foto per l'appunto scattata da me all'arena. Il quadro nella semplicità scenica e cromatica credo che riesca comunque a trasmettere la psicologia della situazione, e lasci bene intendere ciò che stà intorno intorno al toro ma che non è inserito nel quadro (forse non si sentono solo le musiche dell'orchestrina e l'odore intenso delle bestie). Il toro unico protagonista è come una macchia nera immersa nel caldo giallo della sabbia dell'arena, metà al sole e metà in ombra, e sembra cercare qualcosa al di fuori del rettangolo... La rappresentazione, come in tanti altri miei quadri, cerca di collocarsi a metà tra realismo e astrazione. Olè.

Per informazioni sulla corrida e sulla critica taurina ecco alcuni links:
Wiki_esp , Wiki_it , Portal Taurino , MundoToro, Picasso

ALTRI STUDI



Proiezione 21x29.7
da Tiepolo 29.7x21
carboncino e acquerello su carta
Prove 29.7x21
Al Bar 21x29.7
carboncino e china su carta
2006

Altri dibujos, studi e quant'altro.

STUDI

 

Posture 21x15
Colonna 15x21
carboncini su carta
Profilo 25x30
Scherma 29,7x21
carboncino e aquerello su carta
2006

Vi presento alcuni semplici studi di posture umane - profili-forme realizzati a carboncino e lievi segni di acquerello.

mercoledì 11 novembre 2009

RIEMPIRE UN FOGLIO


Untitled - (Piping)
tratto-pen su carta 21x29.7
2009

Quelle cose che si fanno quando si pensa totalmente a tutt'altro, ma poi ci ho preso gusto, è ho continuato a seguire il canone iniziale, alla fine ho inserito due delle mie ciliegine. Buona notte.

P.S. Longo stasera mi hai stregato ma non sarà sempre così.

UN CARTONE


Volare
acrilico e acquerello su cartone 60x110
2008

Ad oggi ho fatto solo due quadri su cartone, questo che presento e uno che tengo nel camino toppato di casa mia, insieme a un quantitativo di giornali e brochure che sembra quasi di essere nella sala d'attesa di un dentista (nel caso ci si annoi, ce n'è per tutti i gusti). Comunque, torniamo a noi, il quadro è stato realizzato su cartone da scatoloni, quel materiale che è diventato nobile solo forse grazie a qualche artista "povero". Devo dire che però possiede una capacità di intrappolare il colore e una tonalità intrinseca che per ciò che desideravo andavano egregiamente, in più non essendo perfettamente piatto da quel qualcosa in più. Il soggetto scaturisce da alcune meditazioni riguardo l'Angelus di Millet fatte al lavoro con Paolino, Albè e AdriGnocca, (non mi querelerete spero) un accenno al quale (il quadro di Millet) viene rappresentato nella parte bassa del quadro. La drammaticità dell'Angelus non può che fare da preludio a ciò che avviene nella parte superiore, scena accentata da questa grande stele naturale che svetta in un cielo cartone.

GIPI

Sono sempre più entusiasta di Gipi, adesso stò leggendo Appunti per una storia di guerra, è meraviglioso. Visitate il suo blog, comunque non ha bisogno di pubblicità. http://giannigipi.blogspot.com ( ho notato che i fumettisti hanno tutti un blog).

sabato 7 novembre 2009

L'OTTAVO RE


L'ottavo re
olio, acrilico e carboncino su tela 100x70
2009

La prima leggenda riguardante il
Tibet narra per l'appunto della loro stessa origine. Si dice infatti che l'unione tra uno scimmione della foresta e una demonessa delle montagne nella valle del fiume Tsangpo (altri dicono nel Powo) diede origine a un popolo di esseri metà scimmie e metà uomini, ricoperti di pelo, con la faccia rossa e piatta. Il dio Avalokitesvara portò loro orzo, riso, grano saraceno, senape e piselli, con il passare del tempo si formarono dodici clan che necessitavano di un unico re. Così ha inizio la dinastia Yarlung: "... In principio era una corda che penzolava dal cielo. Da lì discese il primo re tibetano, costruì la sua casa, coltivò il primo campo, diede agli altri una legge, si sposò ed ebbe figli. Poi risalì la fune e sparì in cielo per sempre... ".
Con il primo re, la società da nomade iniziò a costruire città fortificate e a stabilirsi in esse. Tutti i primi sette re appartenenti alla cosidetta dinastia dei Sette Troni, arrivarono sulla terra e tornarono in cielo salendo la stessa corda dalla quale erano venuti, senza lasciare sulla terra spoglie mortali. L'ottavo re Drigum Tsempo accecato dall'orgoglio decise di dare battaglia ai dodici capi clan i quali non accettarono la sfida eccetto Longam, un allevatore di cavalli proveniente dal Ladakh. Il perfido Longam ideò un astuto stratagemma per sconfiggere Drigum, ovvero fissò delle punte di lancia d'oro sulle corna di cento yak caricati con altrettanti sacchi rigonfi di cenere. Quando i poderosi bovini furono lanciati all'attacco i sacchi si ruppero provocando una densa fuliggine nella quale Drigum agitando la spada tagliò la corda che lo legava al cielo e nella confusione che seguì Longam lo uccise inverando il nefasto auspicio del nome, infatti Drigum significa o ucciso dal demone Dri (orgoglio) o ucciso nel sudiciume o ucciso dalla spada. Essendo il primo re ad avere lasciato il cadavere sulla terra la sua tomba, come tutte quelle che seguirono a contenere le spoglie dei re tibetani, era a forma di cumulo, e ricordava una montagna.

Letture:
Tibet, mito e storia di Pietro Angelini ed. Stampa Alternativa 2008
Tibet, storia della tradizione, della letteratura e dell'arte di Richardson-Snellgrove ed. Luni 1998

venerdì 6 novembre 2009

domenica 1 novembre 2009

RIO COME LA VEDO IO

Rio de Janeiro
olio su tela 100x50
2008

Eredito il titolo del post da una puntata di PassepARTout. Questo quadro mi fu commissionato da Lorenzo Minardi in arte Giffi a fine 2007 il quale mi diede una foto panoramica della città da copiare/reinterpretare. Di questo quadro mi piacciono la semplicità e la spazialità.

CITTA'


Città
china e Zacapa su carta 29.7x21
2005

Ancora una città, questa volta non dall'alto, semideserta, mura medievali, tempio buddista, case in stile Spagna colonie. Ombre di Zacapa.

LINKS


Manichino di De Chirico inseguito dalla tigre di Dalì e altre divagazioni sull'incompiutezza
acquerello su carta 21x29.7
2006

Un vortice d'acqua, d'aria e pensieri in libertà, come quando si precipita nei sogni repentini. Da poco tornato da Praga, tre wurstel con senape e ketchup infilzati, un manichino di De Chirico poco metafisico risvegliato da una tigre di Dalì poco surreale e da un dragone. Un uomo d'oriente che guarda un deserto con un grappolo d'uva che fa capolino. La lingua del manichino come una fettuccina da ginnastica artistica sostiene una tartaruga con uno Shiva Nataraja che orchestra le danze. In fondo anche Magritte nascosto sotto il suo cappello starà ossorvando la scena.

venerdì 30 ottobre 2009

LA QUIETE PRIMA O DOPO LA TEMPESTA


Natura silente
olio su tela 30x30
2008

Un quadro ispirato sicuramente da un'opera di Katsushika Hokusai "Tempesta ai piedi della montagna" ma travisato completamente nei contenuti e negli intenti. Il vulcano giapponese dai profili già particolamente geometrizzati è stato ulteriormente semplificato. La stesura del colore materica va a contrastare con la piatta campitura di nero sullo sfondo. La luna a destra e la stella in alto a sinistra, soli e immobili, sono le uniche entità all'interno della notte buia e infinita. L'unico cenno al movimento è dato dal contorcersi della roccia della montagna e dal fumo sottile che esce dal cratere del vulcano. Mentre quei segni arancioni nella parte bassa dell'originale stanno a rappresentare i lampi di un temporale ai piedi della montagna in questo quadro vanno a simboleggiare i fiumi di lava all'interno della terra (il movimento è nascosto , all'apparenza tutto sembra immobile). Buonanotte.

Letture


Affondamento (da finale Moby Dick)
olio su tela 30x20
2007

da Moby Dick o la Balena di Herman Melville Ed. Gli Adelphi trad. Cesare Pavese.
"... . E allora cerchi concentrici afferrarono anche la lancia solitaria e tutto l'equipaggio e ogni remo fluttuante e ogni palo e, facendo girare le cose vive e quelle inanimate, tutto intorno in un vortice, trascinarono anche il più piccolo avanzo del Pequod fuori vista.
Ma mentre gli ultimi rovesci si mescolavano sul capo sommerso dell'indiano alla testa di maesto, lasciando ancora visibili alcuni pollici del bastone eretto, insieme lunghe jarde sventolanti della bandiera che ondeggiava tranquilla con ironico accordo alle onde distruggitrici che quasi la toccavano; in quell'istante un braccio rosso e un martello sorsero tesi all'indietro, nell'aria libera, in atto d'inchiodare ancora la bandiera al bastone affondante. Un falco del cielo che aveva beffardamente seguito il pomo di maestra giù dalla sua naturale dimora tra le stelle, dando beccate alla bandiera e molestando Tashtego, caccio per caso ora la sua larga ala palpitante tra il legno e il martello; e contemporaneamente sentendo quel brivido etereo, il selvaggio sommerso là sotto, tenne, nel suo anelito di morte, il martello rigidamente piantato; in modo che l'uccello celeste, con strida d'arcangelo, col rostro imperiale teso in alto e il corpo prigioniero avvolto nella bandiera di Achab, andò a fondo con la nave, che, come Satana, non volle scendere all'inferno finchè non ebbe trascinata con sé, per farsene elmo una parte vivente del cielo. ..."

PACIFICI e IRATI

Ritorno dopo una settimana di silenzio.
Città delle Divinità Pacifiche
olio su tela 30x30
2008


Città delle Divinità Irate
olio su tela 30x30
2008

da Il libro tibetano dei morti Ed. Oscar Mondadori 2007 "... il mandala rappresenta uno stato perfetto dell'essere, e le sue divinità centrali simboleggiano gli stati perfetti della consapevolezza del meditante, degli aggregati psicofisici, delle proprietà degli elementi e dei processi sensoriali e mentali. Le divinità pacifiche rappresentano la quiescente purezza naturale di tali fondamentali componenti del nostro essere, mentre le divinità irate rappresentano gli aspetti di queste energie che determinano la naturale trasformazione delle espressioni più durature e più profonde del mandala, esse rappresentano le modalità dell'attività di un essere illuminato. ..." già rimaniamo tramortiti da questa definizione. La pratica spirituale intitolata liberazione naturale dalle tendenze abituali ha lo scopo di fornire uno strumento con cui l'adepto possa realizzare nella propria mente e nel proprio corpo un sicuro riconoscimento della natura delle Divinità Pacifiche e Irate. Nel testo dell'antifona che è soggetto della pratica di cui sopra, vengono, in modo analitico, elencate le visualizzazioni delle varie divinità che corrispondono a diversi stati/qualità mentali. La posizione reciproca nello spazio e il colore della visualizzazione vengono spiegati molto chiaramente e sono parte integrante del testo. Ricomponendo man mano ciò che si legge si può creare un mandala che ha la forma di una città con cinta murarie di perimetro quadrato e varie porte. Ho deciso così di sfruttare questo mandala, interpretandolo come una delle mie città, e inserirlo nello spazio già utilizzato in modo da rendere ancor più l'idea della visualizzazione mentale (fluttuante). Lo sfondo etereo fa il resto. Per la firma si veda il post del 23 ottobre 11.35.
Buona Visualizzazione. Saluti

Ah dimenticavo, Quarantadue le divinità Pacifiche, Cinquantotto le divinità Irate.

sabato 24 ottobre 2009

IN COLONNA


IN COLONNA
olio su tela 30x70
2009

In uno spazio tridimensionale, come quelli già usati, definito solo dai tre toni di colore, gente di ogni estrazione sociale, proveniente da X e da Y, tra una chiacchiera e l'altra e aiutandosi vicendevolemente, cerca di salire a Z per entrare in un buco per chissà quale motivo. Non vi ritrovate?!?, forse l'unica differenza è che c'è meno collaborazione. STATISTICA.

venerdì 23 ottobre 2009

NON E' PASQUA


Pensieri di Piero della Francesca
(rivisitazione di La resurrezione di Cristo di P.d.F.)
olio su tela 30x20
2006


Particolare da Deposizione di Cristo di Lorenzo Lotto
olio su tela 30x30

2007


La palestra migliore per provare ad imparare a dipingere è sicuramente quella di cimentarsi a copiare i grandi maestri. In queste due opere pasquali ho estrapolato da due capolavori dell'arte italiana due particolari. Il primo è uno zoom sul centurione addormentato sotto al Cristo Risorto, il secondo un dettaglio sulle croci a deposizione già avvenuta. Nel primo Piero della Francesca si autoritrae e sembra in estasi, probabilmente stà riflettendo sulle geometrie dei suoi quadri, per questo si vedano le figure alle sue spalle. Nel secondo ciò che mi interessava era riprendere la croce di Cristo vuota, la situazione creata mi sembra assolutamente mistica.
Ultima cosa, tenete d'occhio il simbolo-totem alla destra di Piero della Francesca.

CITTA' FLUTTUANTI


Città
olio su tela 30x30
2007


Città
olio su tela 30x30
2007

L'idea fu quella di mettere in prospettiva, con due punti di fuga, le città di cui abbiamo parlato in precedenza, e oltre a questo inserirle in uno spazio tridimensionale, in una zona rialzata, per creare un senso di spazialità, leggerezza e fluttuazione. Nel primo lo sfondo è definito da leggere variazioni di tonalità di bianco, nel secondo sono stati utilizzati i colori primari.

giovedì 22 ottobre 2009

Oṃ A Ra Pa Ca Na Dhīḥ, Om wangishwari hum


Manjusri
olio su tela 80x40
2008

Maschera 1/2
olio su tela 20x30
2005


Oṃ A Ra Pa Ca Na Dhīḥ, Om wangishwari hum - questi sono i mantra per Manjusri (Yamantaka se irato, Monju per i giapponesi) la divinità della saggezza, la divinità che con la spada compie uno squarcio sul velo di maya. Si dice che recitare il primo mantra sviluppi le capacità di discernere il giusto dallo sbagliato, le capacità retoriche, mnemoniche, di scrittura e esposizione (...īḥ Oṃ A Ra Pa Ca Na Dhīḥ (questo va pronunciato con enfasi, speriamo che conti) Oṃ...). Manjusri appare, così, in visione a un commerciante della Tokio rampante del periodo Edo, quella di Ukiyo-e e del teatro kabuki, e sembra rimanerne inebetito, a tal punto da avere un principio di strabismo.
Più sotto due suoi colleghi all'avanguardia si sporgono da un paravento che Mondrian deve avere trovato secoli dopo in un mercatino dell'antiquariato.

mercoledì 21 ottobre 2009

FUGA


Fuga
olio, carboncino, cera su tela 40x80 + legno
2008

L'uomo piangendo sangue, in fuga da una città-mondo in fiamme, si porta sulla testa il fardello dell'arca rappresentato da un ceppo di legno. E' un po' troppo tragico? Beh anche un po' biblico, al posto dell'acqua c'è il fuoco e anzichè essere l'arca a portare l'uomo è l'uomo che porta l'arca.

ACQUERELLO IMPROVVISATO

Terra - espressione - acqua
Stormo
Gufo
Giacomettiano
Augellin Belverde
Acrobati
acquerelli su carta 29.7x21
2007

Sei freschi acquerelli imposti su fogli di appunti universitari, che riprendono schizzi contenuti negli stessi, da uno stormo di uccelli a un a-ugello.

MILAN


(©Getty Images)
da www.uefa.com

REA 2 - MIL 3 Scusate, ma stò godendo come un matto, forza milan. Ragazzi siete bolliti ma quando ne avete voglia non ce n'è!!!

CITTA'

video
Rising Town (Filmato)
2007


Città
olio su tela 70x50
2007

Sono sempre rimasto affascinato da come si formano e si evolvono le città, i nuclei iniziali, le espansioni, le ricostruzioni. Ho iniziato a disegnare le prime circa dieci anni fa, forse ispirato dai graffiti incisi sul muro da un certo Ivo protagonista di un filmaccio con Francesca Neri che se ricordo bene si chiama Ivo il Tardivo.
Questo è un filmato di pochi fotogrammi che ho registrato durante la stesura del quadro sottostante. Serve per dare l'idea dinamica che sta sotto questo tipo di opere.

COMIDA FRUGAL


Comida Frugal
acquerello su carta 29.7x21
2006

Un uomo trasparente si prepara a un pasto un po' particolare. La tovaglia diventa un deserto, nulla da mangiare, bottiglia e bicchiere sono vuoti. Solo una pipa a porre l'accento sulla situazione.

martedì 20 ottobre 2009

MEDITAZIONI


Meditazioni di un mulino a vento
china su carta 29.7x21
2008

Alcune scenette collegate tra di loro in maniera alquanto assurda, il tutto, scaturito dalla lettura del Don Chisciotte di Cervantes.

SBAVATURE DI COLORE

Untitled
acrilico su tela 60x30
2008

Un acrilico molto liquido crea ombre come chiazze di umidità su un muro, che a loro volta generano immagini di mondi impensati (già gli antichi cinesi [1] e in europa vari artisti tra i quali Leonardo [2] osservavano i muri invecchiati). Può essere un uomo sdraiato o altre cose, io ci vedo il mare con una scogliera e alcuni surfisti.

[1] Sung Ti XI sec. tratto da Jurgis Baltrušaitis, Il Medioevo fantastico. Antichità ed esotismi nell’arte gotica, Adelphi, 1973, p. 238
Scegliete un vecchio muro in rovina, stendete su di esso un pezzo di seta bianca. Guardatelo poi sera e mattina, finché attraverso la seta possiate vedere questa rovina, le sue protuberanze, i suoi livelli, gli zig-zag, le fenditure, fissandoli nel vostro spirito e nei vostri occhi. Fate delle prominenze le vostre montagne, delle parti più basse le vostre acque, degli incavi i vostri burroni, delle fenditure i torrenti, delle parti più chiare i punti più vicini, di quelle più oscure i punti più lontani. Fissate tutto ciò profondamente in voi e ben presto vedrete uomini, uccelli, piante, alberi e figure che volano e si muovono in mezzo a essi. Voi potrete allora usare il pennello seguendo la vostra fantasia. E il risultato sarà una cosa del cielo e non dell’uomo
[2] Leonardo da Vinci, Trattato della Pittura, I, 2, 63
Non resterò di mettere fra questi precetti una nuova invenzione di speculazione, la quale, benché paia piccola e quasi degna di riso, nondimeno è di grande utilità a destare l'ingegno a varie invenzioni. E questa è se tu riguarderai in alcuni muri imbrattati di varie macchie o in pietre di varî misti. Se avrai a invenzionare qualche sito, potrai lí vedere similitudini di diversi paesi, ornati di montagne, fiumi, sassi, alberi, pianure grandi, valli e colli in diversi modi; ancora vi potrai vedere diverse battaglie ed atti pronti di figure strane, arie di volti ed abiti ed infinite cose, le quali tu potrai ridurre in integra e buona forma; che interviene in simili muri e misti, come del suono delle campane, che ne' loro tocchi vi troverai ogni nome e vocabolo che tu t'immaginerai.
Non isprezzare questo mio parere, nel quale ti si ricorda che non ti sia grave il fermarti alcuna volta a vedere nelle macchie de' muri, o nella cenere del fuoco, o nuvoli o fanghi, od altri simili luoghi, ne' quali, se ben saranno da te considerati, tu troverai invenzioni mirabilissime, che destano l'ingegno del pittore a nuove invenzioni sí di componimenti di battaglie, d'animali e d'uomini, come di varî componimenti di paesi e di cose mostruose, come di diavoli e simili cose, perché saranno causa di farti onore; perché nelle cose confuse l'ingegno si desta a nuove invenzioni
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